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Visualizzazione dei post da Aprile, 2010

Gül Tatlısı-Pasticcini in forma di rosa

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Ho capito che forse, quando si diceva: Mamma li Turchi! non era per via dei pirati: il pericolo sono i prodotti tipici della loro pasticceria... dolci dolcissimi, sciropposi, alle noci, ai datteri, insomma: per usare un eufemismo, "decisamente nutrienti".
Ho lavorato due giorni interi, e in un momento di pochissimo tempo libero, per una cena con i miei colleghi, ma poi ho avuto il piacere di una bella serata in compagnia in cui non è rimasto quasi nulla! Ulteriore conseguenza positiva, posso finalmente cambiare la fotografia alla ricetta del baba au rhum, che faceva pena (intendo la foto: c'era perfino il piattino di plastica, da picnic!). Un altro dessert erano questi gül Tatlısı alias, parafrasando Pasolini, pasticcini in forma di rosa, dato che non ho nessuna idea di come si pronunci il loro nome in turco.
Le signore turche che conoscono il tedesco sono una benedizione celeste, perché i loro forum e siti personali sono una miniera di informazioni di prima mano su usi e …

Crostata ebraica alle visciole

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Arriva Pasqua e ci vuole il dolce pasquale: o meglio ci voleva, visto che sono un po' in ritardo sui tempi. Colomba? No...a dire la verità non è quello che preferisco. Si contendono la palma la pastiera napoletana e la crostata di ricotta e visciole che si vende nell'ex Ghetto di Roma, nelle vicinanze del Portico d'Ottavia, uno dei pezzi forti del famoso forno Boccione (che la prepara in versione tutta chiusa). La pastiera l'ho preparata l'anno scorso, stavolta avevo proprio voglia di questa torta che da tanto tempo non compariva in tavola-e non l'ho fatta, almeno non a Pasqua, anche se per un motivo piacevolissimo: una minivacanza nella città di Eisenach, dove studiò e lavorò uno dei miei eroi...Martin Lutero.
Rinunciare alla crostata di visciole in vista della prossima Pasqua? ma nemmeno per sogno: l'ho semplicemente "spostata" di un paio di settimane.
Ecco qua la ricetta: il dolce è, oltre che buono e presentabilissimo anche in occasioni di un…

La crème brûlée

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Che buona la crème brûlée! non crème caramel, quella "budinosa" con lo zucchero "sotto", ma quella con il caramello sopra, da preparare alla fiamma, che forma una crosticina da rompere col cucchiaino per trovarci sotto la crema di vaniglia.
Da dov'è che viene? Boh, visto che ne girano tante versioni, in tanti paesi, e ciascuno la reclama per sua: istintivamente si pensa alla Francia, e non si sbaglia, ma poi cerca cerca si scopre che l'origine sarebbe inglese, e precisamente a Cambridge; e catalana, appunto, la versione iberica dove, con l'aggiunta di alcuni aromi come arancia e cannella, questo dessert si collega al giorno di San Giuseppe. Però vi dirò che per me il problema con la crème brûlée è sempre stato non tanto trovare la versione originaria a livello, diciamo così, storico-filologico, bensì di trovare quella in cui il rapporto tra crema e uova sia più rispondente ai miei gusti. Perché quella del ristorante spagnolo - non me ne vogliano i cata…

Gâteau basque

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Ecco una semplice e buona torta francese... ma non era basca? sì, nel senso che viene dai Paesi baschi francesi e dovrebbe, a rigore, utilizzare la marmellata di ciliegie nere prodotta nella regione d'Ixtassou. La ricetta viene da un bel libro di Jill O'Connor, Simple French Desserts, Chronicle Books, San Francisco, 2000.
Vi consiglio di prepararla, potendo, anche due giorni prima e di conservarla coperta con stagnola: il giorno della cottura è buonissima, ma dopo un po' di riposo è sublime, sia per sapore che per consistenza.

In formato europeo, gli ingredienti sono:
225 g. di burro morbido;230 g. di zucchero;250 g. di farina 00 (#405);un pizzico di sale;un cucchiaino di lievito per dolci;3 uova L;1 bustina di vanillina o 1 cucchiaino di estratto liquido di vaniglia;qualche goccia di essenza di mandorla;200-250 g. di marmellata di ciliegie nere o di amarene (l'autrice propone 1/3 di tazza, cioè 100 grammi: troppo poco, secondo me, rischia di seccarsi, a meno che non s…