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Visualizzazione dei post da Maggio, 2010

Strawberry Shortcakes

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Negli anni Ottanta, con il nome di Strawberry Shortcake era nota una figurina a metà tra Holly Hobbie e Mariarosa del lievito Bertolini: me lo ricordo perché possedevo qualcosa come una penna, un quaderno con questa bambolina e mi chiedevo che cosa volesse dire il nome, che mi risultava impronunciabile. Adesso lo so! Queste dorate tortine, riempite ancora calde con fragole marinate e panna, sono una tradizione americana di vecchia data. Si tratta di morbidi "biscottoni" di consistenza frolla, molto semplici: ecco la ricetta dalla fidatissima Williams-Sonoma, con cui farete felici otto persone.
250 g. di farina 00 (#405);60 g. di zucchero semolato;1 cucchiaio di lievito per dolci;1/2 cucchiaino di sale;125 g. di burro freddo, a pezzetti;1 uovo L;80-100 ml. di panna;2 cucchiai di zucchero di canna.Miscelare farina, sale, zucchero e lievito e poi aggiungere il burro, da spezzettare - possibilmente non con le mani, ma con due coltelli o con l'apposito strumento - fino ad otte…

Tutti pazzi per il rabarbaro: la composta!

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Ma in fondo che diamine è 'sto rabarbaro, che a maggio, in Germania, si incontra dappertutto e la fa da padrone in pasticceria: frutta o verdura? I miei colleghi ed io ci ponevamo qualche giorno fa questo problema e a quanto pare l'opinione prevalente è di considerarlo frutta, proprio perché non si usa per il minestrone ma per i dolci: in realtà però è una pianta erbacea, con un lungo gambo rosso, un po' acidulo, e foglie simili a quelle delle bietole. Eccolo qua!
Appunto, la prima volta che l'ho assaggiato in una certa torta è stata una delusione pazzesca: non capivo proprio perché tanti andassero pazzi per quella che mi sembrava proprio una torta con i torsoli di lattuga. Poi l'ho provato altre volte e mi ha convinta di più: si vede che il "supporto" era realizzato meglio e il rabarbaro stesso meglio condito. Qualcuno mi ha poi raccomandato con entusiasmo la composta di rabarbaro e spiegato come prepararla, e quella mi è piaciuta, tanto che adesso, non …

Biscotti (taroccati) al cioccolato e nocciole

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Voi ce l'avete il vicino di casa "furbo"? Una figura che non manca mai in qualsiasi condominio che si rispetti, un po' come il vicino di casa di Paperino. Quello che lui sì che sa fare la spesa, lui sì che non si fa prendere in giro: ha scoperto che nello stabilimento a pochi chilometri da casa producono la pasta per la marca che costa di più e per quella che costa meno, e quindi lui ovvio che compra la seconda: se è prodotta nello stesso posto, ci vogliono buggerare... Salvo che poi, quando la cuoce, si ritrova con una specie di fanghiglia buona per l'ospedale o per incollare i manifesti in tempo d'elezioni, perché i proprietari dello stabilimento sono più furbi di lui e utilizzano due miscele di grano diverse... Bene, io rifuggo assolutamente da questo tipo di furbizia: ma anche dall'ingenuità di credere che quando le "grandi marche" pubblicano la ricetta "provate anche voi", siano così cretini da divulgare quella che viene custodit…

Buttermilch-Waffeln

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Sempre a proposito di latticello, ecco qui come far fuori quello che resta quando preparate con esso un altro dolce. La ricetta è sempre del trio sudtirolese e vi darà delle cialde saporite e morbide, simili per intenderci a quelle che vengono vendute confezionate (almeno, qui in Germania vanno forte, come le merendine in sacchetto). Sono migliori tiepide, secondo me, e vi riusciranno ancora migliori delle mie se userete l'apparecchio per cialde sottili.
60 g. di burro;40 g. di zucchero;1/2 bustina di vanillina;un pizzico di sale;2 uova M;125 g. di farina;1/2 cucchiaino di lievito;100 ml. di Buttermilch (che è? vedi qui).Il procedimento è sempre quello: sabttere bene il burro morbido con zucchero, vanillina e sale e incorporare una alla volta le uova, per poi unire la farina setacciata con il lievito alternata alla Buttermilch, a cucchiaiate. L'impasto si versa, sempre a cucchiaiate, nell'apparecchio per cialde ben caldo e si cuoce circa 3 minuti, fino a doratura. Per serv…

Torta bassa di mirtilli e mandorle

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Sono in arretrato di almeno cinque post da pubblicare: durante la settimana il lavoro fa sentire in colpa se si pensa alle ricette, nel weekend... ho lavorato lo stesso, insomma - uno di quei periodi stile turni in miniera. Complice una giornata di maggio in cui la primavera sembra essersi dimenticata completamente di noi (otto gradi, maglioni, cappotto e naturalmente ombrello a portata di mano), cerchiamo di recuperare cominciando da questa ricetta di Gasteiger-Wieser-Bachmann da So backt Südtirol, che vi posto con la promessa di una foto migliore la prossima volta che la rifarò! Però è buona, talmente buona che ce la siamo fatta fuori in due nel giro di un fine settimana, con conseguenti allenamenti sportivi genere girone infernale per rimettersi la coscienza a posto...
Vi servirà un ingrediente speciale che non so se in Italia sia così apprezzato come qui: la Buttermilch, che dovrebbe chiamarsi, se non sbaglio, "latticello", "latteruolo", o qualcosa del genere.…

Sbrisolona al cioccolato e pere

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La torta sbrisolona di Mantova, oltre ad essere tanto buona, è pure molto comoda quando ci si ritrova con della frutta secca da far fuori e si ha voglia di preparare qualcosa di "pasticcioso" ma anche semplice. Solo che non ho capito se la popolazione di Mantova si caratterizzi per tendenze masochiste; eventuali mantovani in ascolto mi dicano... in quanto, un nome, una garanzia: al momento di mangiarla è il trionfo delle briciole che saltano da tutte le parti e poi uno deve sottoporsi alla tortura di scovarle dappertutto, una ne elimini e cento ne saltano fuori.
Non so se si è capito che sono una maniaca del Niente Briciole In Cucina. Non le sopporto, posso diventare davvero rompiscatole sull'argomento...
In ogni caso la preparo lo stesso, con questa ricetta che non è probabilmente quella tradizionale delle campagne - mi dicono che si preparasse con uguali quantità di farina bianca, gialla e mandorle - ma non so quanto questo possa essere rilevante, perché con le ricette t…

Biscotti al latte di Siracusa

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La biscottiera ieri era vuota. Quando è piena, i biscotti non li prendo, o li prendo centellinando, causa pianificazione in stile sovietico dell'apporto calorico, e quando è vuota e dovrei rallegrarmi perché non viene la tentazione, poi mi sembra... triste.
Volevo i biscotti, quindi, e in un impeto patriottico li volevo italiani, anzi: siciliani, di quelli che fanno subito pensare alla tazzona di latte e miele, che fanno sentire geborgen, com'è che si dice? al sicuro. E ho preparato i siringati al latte che fanno a Siracusa, una città che mi ha sempre comunicato proprio quella sensazione. Siracusa per me è tante cose. Il primo viaggio d'istruzione, tanto "negoziato" perché c'era da dormire tre giorni fuori casa, per assistere agli spettacoli teatrali. I viaggi con l'università, quando quei drammi greci li studiavamo per l'esame, e si sopportava il sedile di marmo per due ore, perché lo spettacolo di quando il sole cala dietro ai pini del Teatro Greco,…