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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2010

Tetù

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Ottobre sta per finire e mentre qui cominciano i preparativi (più che altro, commerciali) per i pasticciamenti natalizi - vi ho già raccontato che novembre e dicembre sono i mesi dei biscotti, non fosse che per il clima proibitivo che non fa venire in mente molto altro da fare - a me è venuta voglia di roba siciliana. Ho pensato ai pasticcini tetù che a Palermo si mangiano per la "festa dei Morti" insieme ai taralli e fanno parte di quelle cose che da ragazzina non mi piacevano per niente. Un motivo, credo, c'è: è che a me piaceva moltissimo il cioccolato, e quella copertura che prometteva cacao e invece si rivelava essere glassa di zucchero - "al" cacao, ma sempre di zucchero - mi sembrava una presa in giro, una truffa. Insomma: deludente. Adesso, invece, li apprezzo molto di più, ma un perché non l'ho ancora trovato. Ecco la sicilianissima ricetta, dalla Cucina siciliana di Alba Allotta.
500 g. di farina 00 (#405);150 g. di strutto;150 g. di mandorle maci…

Biscotti Umberto

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Risposta alla domanda uno: sì, mi pare che Umberto stia per Umberto di Savoia: il primo, quello con i baffi e dedicatario del mio liceo, quello dove ho passato da studentessa cinque anni della mia vita, non necessariamente i più belli. Risposta alla domanda due: no, non ho idea di che cosa c'entri. Però in Sicilia questi biscotti per latte si chiamano così e sono in vendita in qualsiasi panificio; perciò è possibilissimo che troviate la ricetta su altri blog o altri siti, senza cattive intenzioni da parte né mia né loro! Secondo me sono una variante di un biscotto casereccio che ritorna in varie forme, perché assomigliano molto ad altri, sempre siciliani, come i biscotti che preparava mia zia Michelina o quelli monrealesi. Si imbevono che è un piacere.
250 g. di farina 00 (#405);70 g. di strutto;70 g. di zucchero;7 g. di ammoniaca;100 g. di latte intero;vaniglia o vanillina in bustina. Impastando tutti gli ingredienti a partire dalla farina a fontana, otterrete una pasta frolla che…

Camille

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Queste volta la faccio proprio "sporca" con la foto che "fa il verso" all'originale: ma guardate che la ricostruzione filologica della gialla merendina, a parte la forma a cupoletta che manca perché gli stampini semisferici non figurano ancora tra la mia attrezzatura, funziona perfettamente. Non mi ricordo più da dove avevo preso la ricetta, questa volta il lavoro di taroccamento non l'ho fatto io: ma chiunque sia stato, possiamo essergliene grati. Provate per credere... e risparmiare.
300 g. di farina 00 (#405);100 g. di burro fuso, tiepido;170 g. di  zucchero;100 g. di latte;200 g. di carote grattugiate e frullate;50 g. di mandorle macinate a farina;2 uova;10 g. di lievito per dolci;un pizzico di sale;buccia di un agrume grattugiato;vaniglia o vanillina (1 bustina). Si procede col metodo dei muffins: si sbattono uova e zucchero con gli aromi e il sale, si aggiunge il burro fuso e poi le un paio di cucchiaiate della farina, le carote, il latte ed il resto d…

Dorayaki

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Un giorno riuscirò a realizzare il mio sogno di fare un viaggio in Giappone, della durata giusta perché valga la pena di affrontare molte ore di volo e per conoscere un po' di cultura locale al di là degli aspetti turistici. Finora le mie esperienze si limitano al mondo nipponico in versione californiana, cioè alla Japantown di San Francisco ed a varie conoscenze che del paese del Sol Levante sono originarie, o ci hanno lavorato, o ci lavorano. Di recente il simpatico professor K. mi ha insegnato una cosa fondamentale: come si preparano gli o-nigiri, che sarebbero le polpettine di riso con quella specie di "etichetta" scura - si tratta di un foglio di alga nori - che si vedono sempre nei cartoni animati. Sulla nostra tavola, già piuttosto cosmopolita per conto suo, sono cadute proprio a fagiolo e da allora non mancano mai, anche perché si preparano in tempi davvero da record.
I dorayaki invece ho imparato a farli in America, ma... peccato: ho visto che compaiono su molti …

Petits pains au chocolat

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"Tous les matins, il achetait ses petits pains au chocolat ai ai ai ai
La boulangère lui souriait, il ne la regardait pas ai ai ai ai..."
Conoscete la canzone? No? e invece sì, sono sicura: la storia, cantata da Joe Dassin, della bella panettiera innamorata del cliente che non si accorge di lei solo perché è miope e non porta gli occhiali non è altro che la cover francese di Luglio col bene che ti voglio...O forse è il contrario? Boh, comunque la musica è quella. E quando si parla di petits pains au chocolat si intendono esattamente questi, la merendina tradizionale dello scolaretto nel mondo francofono, apprezzatissima anche da chi la scuola l'ha già terminata da un pezzo. Volete fare scorta di dodici bei panini? Allora munitevi di una dose di pasta per croissants e di 185 grammi di cioccolato fondente, amaro o semi-dolce secondo i gusti...
Per quanto riguarda la pasta, per fare i panini come quelli della foto io uso la ricetta della Williams-Sonoma:
15 g. di lievito fresc…

Palmiers

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Ricetta d'archivio, che aspettava da tanto di essere inserita... I palmiers, chi non li conosce, anche se magari con altri nomi? Qui in Germania si chiamano Schweineohren, orecchie di maiale, e si trovano in formato maxi e ricoperti di glassa: una versione che, diciamolo pure,dopo pochissimo stufa. Quelli piccini però sono perfetti per il té o per ospiti: infatti quelli della foto li avevo preparati qualche mese fa, proprio per la festa di un'amica. Ne approfittiamo per parlare di pasta sfoglia: che si può fare in casa, come no, ci vuole più a spiegare come che a farlo. Magari il primo tentativo darà un risultato così così - la mia prima volta con la sfoglia, in California, fu molto peggio... non si capiva cosa fosse - ma poi, una volta abituati, sarete insuperabili. La ricetta è, come quella della pasta per croissants, della Williams-Sonoma.
Avrete, con queste dosi, un chilo di pasta sfoglia. Attenzione: se volete dimezzare, funzionerà lo stesso, ma non scendete più giù con i…

Torta Barozzi

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Eh no che non è un brownie! Di quelli parliamo un'altra volta. Oggi tocca alla torta Barozzi: che è un po' come la Coca Cola e la Sachertorte, visto che la ricetta originale è custodita più che gelosamente dalla pasticceria Gollini di Vignola, ma noi siamo per l'arte di arrangiarsi: e ci arrangiamo con questa ricetta, che, se avrete cura di fare attenzione ai tempi di cottura, vi darà una buona versione della celebre sinfonia di cioccolato e caffé intitolata al signor Jacopo Barozzi. Per la cronaca, Barozzi - Jacopo Barozzi - era un architetto modenese del secolo scorso, di cui non so altro!
200 g. di zucchero;40 g. di mandorle, di cui una quindicina amare, leggermente tostate e macinate in farina;30 g. di arachidi, tostate (ma non quelle dell'aperitivo... senza sale!!!)  macinate in farina;120 g. di burro a temperatura ambiente;50 g. di cacao amaro;20 g. di caffé in polvere;350 g. di cioccolato fondente;3 uova M. Sarà mai stato, il signor Gollini sr., negli Stati Uniti…