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Visualizzazione dei post da Maggio, 2012

Ghribia

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Ghriba, ghoriba, ghribia è il nome con cui sono noti in Marocco questi pasticcini arcistrafrolli, altrimenti conosciuti come mantécaos o montécaos: e da qui si capisce che vengono dalla Spagna, dove venivano realizzati con strutto... improponibile in aree musulmane e per questo sostituito con olio. Si presentano fragilissimi, con un cuore croccantino e una volta in bocca liberano un finissimo aroma di limone e cannella. Ne esistono molte varianti, alle mandorle, al pistacchio, con burro, con semola etc.; questa è la più semplice, diciamo basic, che mi ricorda tanto certi biscotti che si trovano qui nelle pasticcerie turche (in qualche modo forse i modelli si ripropongono con una certa somiglianza... devo indagare). Il bello è che sono talmente semplici che in dieci minuti vi sbrigate, compresa la sagomatura, e che potete aggiustare le dosi come volete voi; derivo infatti la ricetta dal confronto tra diverse autrici di blog pasticceri marocchine (tra cui Les joyaux de Sherazadee l'…

Tarte renversée di fragole di Stefano Faita

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Stefano Faita è un notissimo chef di Montreal, proprietario con la madre Elena di un ristorante che, manco a dirlo, si chiama La Quincaillerie Dante, a omaggio della patria... almeno quella degli antenati. In Québec pare sia un nome notissimo, un tipo alla Jamie Oliver con tanto di frequentissime comparsate televisive, corsi di cucina e libri sull'argomento. Questa ricetta è sua: è stata pubblicata sul Journal de Montréal del 4 agosto 2007 e mi tornava utile: tempo di fragole, un ospite in arrivo e poco tempo a disposizione per preparare roba complicata.  Com'è? Buona! Intanto la ricetta, con una piccola aggiunta personale; poi vi giro alcune dritte che Faita, ahimé, passa sotto silenzio. 200 g. di farina;120 g. di burro;2 cucchiai di zucchero;1 uovo;un pizzico di sale;due cucchiai di latte;un po' di buccia grattugiata di limone (ce lo metto io);30 g. di mandorle macinate fini (anche queste ce le metto io!) Questo per la frolla: impastate tutto a partire da farina, mandorl…

Sorbetto al rabarbaro

Per la prima volta nella storia... senza foto! Consideratela una garanzia: lo fanno fuori sempre troppo rapidamente per poter avere il tempo di farla. In attesa della volta buona, arriva subito la ricetta (mia) perché il sorbetto è troppo delizioso per aspettare. Oltretutto si presta benissimo a una presentazione d'effetto (rigiriamo il coltello nella piaga: la foto ci stava...) che potrete ottenere portandolo in tavola all'interno di un frutto, ovviamente svuotato. Con o senza gelatiera, ci farete la vostra figura. Le quantità potete aggiustarle da soli in relazione al numero di bocche da sfamare. Coste di rabarbaro, e buon divertimento con la ripulitura.1 cucchiaio di zucchero di canna per ogni costa;1/2 cucchiaio di zucchero bianco per ogni costa;1 fragola matura per ogni costa;1 cucchiaio e 1/2 di vino Moscato per costa. Tagliate il rabarbaro a pezzetti, coprite con lo zucchero, lasciate a marinare per una notte. L'indomani vedrete quanto sughetto; se assaggiate un pez…

Eierschecke alla confettura di fragole

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Eventuali lettori sassoni non si spaventino: questo dolce ha a che fare con la "loro" Eierschecke solo vagamente, e se non faccio il paragone con la pizza Hawaii nel suo rapporto con la napoletana, è solo perché lo farei davvero sfigurare, e, poverino, non se lo merita. La Eierschecke nella versione originale è una torta fatta di tre strati, di cui uno di pasta brioche, il secondo di crema al Quark - tipo cheesecake, per intenderci - e il terzo di budino alle uova e alla vaniglia, ma un budino speciale, molto spugnoso o per meglio dire spumoso. Certe volte c'è anche l'uvetta. Alla prima occasione però arriverà anche quella! La versione di oggi invece vorrebbe rappresentare una variante primaverile, in cui al posto del quark c'è la marmellata di fragole e rabarbaro, col vantaggio di accontentare marito e moglie, giacché in famiglia il quark piace solo a me. Al posto della pasta brioche c'è un fondo di génoise, che si accompagna meglio con la frutta. La torta …

Bocconcini di frangipane

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Piccole delizie alla mandorla, e per giunta - diversamente che la crème Frangipane nella sua versione più classica - senza l'ombra di burro! Ma non lo capirà nessuno, tanto sono morbide. Per la ricetta, che fa oggi il suo debutto in Italia, devo ringraziare ancora una volta Eryn.
Andrebbero usati degli stampi da mini-muffins, io non ce li ho e uso formine normali: vengono fuori dei bei pasticcini in forma di budino, e uno non sa mai se pensare: peccato, perché con gli stampi piccoli se ne ricaverebbero di più, oppure: meno male, perché così sono più grandi! Vedete un po' voi... ma, a volere proprio esagerare, si può anche raddoppiare la dose e farci una torta, che tanto non ha bisogno di creme perché l'impasto è soffice e umido al punto giusto. In ogni caso, questa ricetta vi basterà a riempire 8 stampini da muffins normali.
120 g. di mandorle macinate fini;2 uova L;80 g. di zucchero;65 g. di yoghurt naturale al 3% (l'autrice della ricetta dice che anche quello superma…

Biscotti alla ricotta

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A me non piace definire un dolce a partire dal "senza": senza uova, senza zucchero, senza burro... che tristezza! e se lo dico io che nella vita reale sto sempre a dieta, ci si può credere. Mi ricorda un personaggio della serie "Friends", che stava a dieta anche lui, andava a cena da un'amica e le portava un dolce, appunto, salutista; e pure era costretto ad ammettere: - it's no fat, no sugar, no dairy... It's no good, throw it out. Questi biscotti però sono proprio buoni, poco burrosi o almeno meno di altri perché a base di ricotta, ma non per questo meno "biscotti"! E dolci son dolci, eh, non ci illudiamo. La ricetta parte da un originale di Cookaround, con delle modifiche perché quelli erano troppo gommosi. 350 g. di farina;1 uovo;100 g. di latte;125 g. di ricotta;180 g. di zucchero;1/2 bustina di lievito per dolci;2 cucchiai d'olio di mais o di girasole;un pizzico d'ammoniaca;1 bustina di zucchero con vaniglia;bucca grattugiata di …

Torta al limone e fragola

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Immaginate una torta soffice al buon sapore di limone, dalla consistenza singolare perché fatta quasi di schiuma, "montata" su una base di pasta frolla e marmellata di fragole. L'idea finale è mia, la marmellata pure, fragole doc del Brandeburgo; ma il Gâteau Mousseux au Citron è quello con cui l'autrice di Eryn folle cuisineha conquistato la Francia, e a ragione.
Ingredienti per una torta da 26 cm.: Una base di pasta frolla preparata come vi spiego qui;Un barattolo di marmellata di fragole da 300-350 g. (non fate gli avaracci come me, la prossima volta ne metterò di più, è che volevo conservarne un po' per uso personale);4 uova, separate;120 g. di farina;130 g. di zucchero (nell'originale 150);80 g. di burro fuso, freddo;1 bustina di lievito per dolci;un pizzico di sale;un pizzico di bicarbonato;120 ml. di succo di limone (2 o 3 limoni);Buccia grattugiata di un limone;Una bustina di zucchero con vaniglia;Zucchero a velo per spolverare. 1. Preparate la pasta …

Pane di Aix (Basile Kamir)

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Bello fare la pace. E io stasera ci sono riuscita. Con chi? Ma con Basile Kamir, l'autore o meglio il "mediatore" di questa ricetta, giacché io personalmente non sono mai stata ad Aix-en-Provence e quindi il pane locale, si capisce, non l'ho mai provato. Inevitabile quindi fidarsi di Kamir e del suo libro Tous les pains. Pazienza se ho rischiato per tre o quattro volte di farlo volare dalla finestra, e sempre a causa di questo pane qui, che non riusciva mai; e se ci ho riprovato è stato a causa di una giornata festiva con tempo da lupi e della poca voglia di lavorare con grossi quantitativi di lievito e farina. Forse è stata proprio la pigrizia a fornire la chiave giusta: cioè che questo pane è l'ideale per chi non possiede un'impastatrice o non abbia voglia di servirsene. Impastato a mano funziona alla perfezione e anche... meglio, tanto è soffice e gustoso. A macchina niente da fare: evidentemente quest'impasto ha bisogno di non essere lavorato eccessi…

Pane all'italiana di Re Artù

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Quelli della King Arthur Flour lo chiamano Italian Supermarket Bread, ma io sinceramente... mi vergogno - non discuto che lì nel Vermont quando uno pensa al "pane italiano" che vendono al supermercato, la mente possa anche corrergli a questo qui, ma penso che i miei lettori siano un po' più esperti! E, proprio per questo, gli farei torto: perché a me "pane del supermercato" fa pensare a della roba precotta, che se cade a terra rimbalza; e invece questo qui è davvero buono, e non smentisce la fama d'imbattibilità che distingue, almeno nella mia esperienza, le ricette della King Arthur. Quindi, pane all'italiana invece che "italiano" tout court, e di re Artù: che fa tanto leggenda... La ricetta, non me ne vogliano gli autori, l'ho adattata io per la lievitazione naturale, il che spiega certi numeri "strani" (perché diamine non debbano usare il sistema metrico decimale vallo a capire, ai tempi impiegai due anni per imparare il loro…

Pane di farro e semi di lino a lievitazione naturale

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Giornata lavorativa buttata nel c... ops, nella toilette, a causa del nervosismo a fior di pelle: perché qualcuno ha deciso di trascorrere il 1 maggio, invece che a fare il picnic in campagna come tutta la gente normale, a mettere le manacce sulle altrui biciclette, in questo caso la mia. Per la serie "capita nelle migliori famiglie", visto che in fondo la mia città è l'ultimo posto dove, nell'immaginario italiano, uno si aspetterebbe di vedersi fregare, così all'improvviso, il fido destriero. Non mi dà pace, mi sento davvero come il protagonista del film di De Sica, e allora, per non pensarci, parliamo ancora una volta di pane e di lievito madre. Ecco un pane di farina di farro, molto profumato e che si conserva per una settimana senza colpo ferire-la ricetta, dopo molti tentativi, l'ho messa su io confrontando varie versioni di pain à l'épeautre di "autori" francesi. Fa la sua parte con la marmellata o a cena, e se dovesse seccarsi un po'…