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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2016

Il granola bar de noantri: Nuova incursione corsara

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Tutto cominciò durante un viaggio in aereo, al ritorno dalle vacanze natalizie in Italia. La Air Berlin in quel momento offriva come merendina una barretta ai cereali di una marca molto nota, almeno qui e negli USA.  Di solito non amo le barrette ai cereali, perché la maggior parte sono collose tipo chewing-gum. Quella però era la fine del mondo e sembrava quasi un biscotto. Herr-Doktor-Doktor ne sentì la nostalgia per le settimane a seguire e non fu l'unico. All'atto pratico di cercarla nei negozi la difficoltà non era tanto di reperire il prodotto, quanto di fare pace con la lista degli ingredienti - no, non parlo dell'apporto nutrizionale (se no non si chiamerebbero barrette energetiche ma barrette penitenziali, oppure farebbero la gioia di polli, conigli e criceti). Parlo degli oli d'indefinita provenienza, dello sciroppo di glucosio a palate e di altre cose che probabilmente non sono di assoluta necessità.
Di qui la decisione: gli americani, almeno i sanfrancisch…

Biscotti morbidi di avena

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Questi biscotti sono una variante dei precedenti e sono "miei". Ne vado fiera: l'idea di preparare i biscotti ai cereali senza utilizzare farina, ma solo fiocchi di avena, si è rivelata vincente. La differenza è che sono morbidi e dalla consistenza "da torta", che si mantiene a lungo: più che biscotti, sarebbero da far rientrare nella categoria merendine.  C'è però una condizione: i fiocchi d'avena "di base" non sono quelli normali, ma quelli destinati ai bambini o alla preparazione del porridge, cioè quelli finissimi e precedentemente trattati al vapore perché si sciolgano a contatto con dei liquidi. In Italia dovrebbero chiamarsi fiocchi mignon e li trovate nei negozi bio. 150 g. di fiocchi d'avena finissimi50 g. di fiocchi d'avena normali1 cucchiaino di lievito per dolci1 uovo50 g. di burro25 g. di margarina75 g. di zucchero di canna scurovanigliauna presa di cannella, a piacereun pizzico di saleun cucchiaio di semi di linoun cucchi…

Biscotti ai cereali

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La ricetta di questi biscotti viene dalla Grecia, ma non è greca: arriva dalla sorella di Herr Doktor-Doktor alias mia cognata, che è un vero peccato non abbia un proprio blog in quanto chi la conosce sa che maga è in fatto di dolci.  Chi voglia chiamarli pomposamente Grancereale come faceva una volta mia suocera, potrebbe anche farlo: somigliano molto; e tuttavia farebbe loro un torto, perché sono... più buoni! Questo biscotto è trasformista: a seconda del tipo di fiocchi d'avena e di ingredienti aggiuntivi che userete, avrà una consistenza più o meno rustica, pur essendo sempre croccante. Mia suocera ce ne ha recentemente mandati un pacchetto in cui lei aveva usato del semplice muesli (probabilmente senza frutta secca e con cereali teneri) e pinoli; il risultato era sorprendente, molto delicato e diverso da quelli, uguali, che avevo assaggiato da lei la prima volta. Quindi ci si può sbizzarrire. Per circa 24 biscotti (ingredienti base evidenziati in grassetto, gli altri da cons…

Graham Crackers (di Re Artù)

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Si parlava nell'articolo precedente di Starbucks... anzi ne parlavo romanticamente come di un luogo del cuore in cui anche oggi, ogni tanto, vado a rifugiarmi per sentirmi a casa; e non me ne vogliano quelli che invece, con sguardo più razionale e realista, lo considerano una specie di McDonalds del caffè. Il che si trascinerebbe dietro tutta una serie di discorsi sulla coerenza visto che io da McDonalds non ci vado nemmeno se cade il mondo, e dire che l'idea è americana pure quella. Il fatto è che sono sbagliata io col mio carattere naturalmente eretico, incapace di fondamentalismi se non riguardo a pochissime cose: o, per lo meno, sbagliata per il mondo contemporaneo in cui il pensiero è bianco o nero, e sempre infervorato: o con noi, o contro di noi. E infatti, manco a dirlo, quella su McDonalds è la mia idea di quarantenne; devo confessare che a vent'anni, al primo apparire della catena in Italia, e quando ancora il mio rapporto con la carne e con il junk food era div…

Pan d'Arancia II: Forza Palermo!

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Se uno pensa alla Sicilia pensa all'arancia, e se pensa all'arancia pensa, almeno se è palermitano, al pan d'arancia: un classico di tutti i bar e panifici, forse perché è molto semplice da preparare. La ricetta è, anche quella, piuttosto nota anche in rete; proprio perché si tratta di un dolce tradizionale non ci sono varianti, se si esclude quella con farina di mandorle di Giovanni Cappello (la trovate da Stefania insieme a tante altre cose interessanti!) e quella Bertolini... della mia mamma (la trovate qui). La particolarità del pan d'arancia palermitano, che qualcuno chiama pan d'arancio, è che nell'impasto si usa l'arancia intera, con tutta la buccia. No, non diventa amaro, promesso; ma usate ovviamente un'arancia bio se non volete gustarvi insieme al dolce anche i pesticidi. Il risultato è un dolce incredibilmente profumato e umido al punto giusto, tanto che ho intenzione di provarlo col limone per vedere se riesco, dopo anni di tentativi, a ott…

Macarons di Aurélie Bastian

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La ricetta di questi macarons ha aspettato un anno per poter essere debitamente ricopiata e inserita in archivio, ma non perché ci fossero dubbi - ché anzi sono stati rifatti più e più volte - ma come sempre per mancanza di tempo e pure per spirito di contraddizione.
A me i macarons piacciono e li trovo pure comodissimi per il riciclo degli albumi. Ma diciamo che quando una cosa diventa un "fenomeno mediatico" inizia a farmi antipatia e mi passa, come dice il palermitano, il prio, cioè il piacere. Non ci posso fare niente, sarà una malattia, boh. Eppure con questa ricetta di Aurélie Bastian (che sui macarons ha pubblicato pure un libro che va a ruba, almeno in Germania) ottengo un risultato veramente soddisfacente, almeno quanto con l'altra della Williams-Sonoma e forse anche meglio: da una parte i pasticcini sono esattamente uguali a quelli in commercio in Europa (quelli della Williams-Sonoma un po' meno, sono più bombati, ma questo coincide con la foto del ricetta…

Taralli di Afragola di Antonia Russo

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Herr Doktor-Doktor ha un problema: ha sviluppato una pericolosa dipendenza da biscotti, e ormai per lui sono diventati sinonimo di "colazione". Sto arrivando a dubitare che i tempi del cereal bowl siano mai stati reali. Mi pare vagamente di ricordare un'altra fissazione con i corn flakes e con i cereali al miele, ma a giudicare da adesso, mica l'avrò sognato? Si capisce che al top della classifica ci sono i biscotti da "pucciare" nel latte. I sablés, quelli sottili, i petits, vanno anche bene, ma in assenza di altro: il criterio base per valutare una pasta frolla è quello assolutamente empirico: "si inzuppa"-"non si inzuppa", e poco importa se, a livello tecnico, la distinzione non è proprio quella, tanto lui mica deve discutere con Lenôtre, Felder e col resto del jet-set pasticcere: da buon sperimentalista, si orienta su scopi pratici. Tra tutti i vari biscotti corrispondenti al profilo, stavolta tocca ai taralli napoletani; o comunque…

Käsekuchen con ciliegie ai fiori di sambuco

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Ceci n'est pas un cheesecake. E sottolineo un, perché, al di là delle mode linguistiche, in inglese cake è un oggetto inanimato e ogni volta che in Italia sento dire la cheesecake mi viene la pelle d'oca. In ogni caso no, non è un cheesecake ma il cugino tedesco, il Käsekuchen che è buono, ma buono... e, bisogna dire, molto più leggero del corrispondente americano. Qui non c'entrano niente né il Philadelphia (perché allora torniamo al cheesecake) né tanto meno la ricotta (a quel punto parliamo di torta alla ricotta, ma anche in quel caso si tratta di un altro prodotto). Ci vuole il quark, che in Germania si trova dappertutto e in Italia se capisco bene è più raro: lo trovate al Lidl e sicuramente (perché l'ho visto) al Naturasì o altro supermercato bio più o meno fighetto. Il Käsekuchen si può preparare con diversi procedimenti e probabilmente ogni famiglia tedesca ha la sua ricetta. C'è chi la prepara con o senza il guscio di pasta frolla, chi aggiunge burro, e ne…