Palline al cioccolato e nocciole




Queste palline le preparo con la padella danese per preparare gli æbleskiver, finora presenti in questa raccolta solo in versione eretica, mentre l'originale non c'è perché una volta imparato a prepararli, poi ne capita sempre una a impedire di fare la fotografia (me lo dimentico, finiscono subito, la faccio e si rivela davvero troppo brutta, etc).
Non hanno nulla a che fare con i parenti danesi, trattandosi piuttosto di merendine al cioccolato e nocciola. Se sorveglierete bene i tempi di cottura, all'interno otterrete una crema dal sapore nutellesco; anzi, secondo me, pure meglio perché non diventa pietra come avviene se si cuoce la  nota crema spalmabile.
Chi non possedesse qualcosa di paragonabile alla padella danese può utilizzare in alternativa uno stampo per i cake pops se non addirittura l'apparecchio elettrico per prepararli (ma dubito che i più se ne trovino sottomano uno, è una di quelle cose "da fiera", che uno li vede e pensa come ha fatto a vivere senza fino a quel momento ma poi finiscono in un cassetto...).

Procuratevi per 18 pezzi (di più no, o almeno non in casa mia, perché cuocerli è noioso):
  • Farina 00 120 g.
  • Cacao amaro "di quello buono" 30 g.
  • Burro fuso e intiepidito 50 g.
  • Zucchero 75 g.
  • Latte 50 g.
  • Nocciole tostate 40 g.
  • 1 uovo L
  • Lievito per dolci 5 g.
  • Un pizzico di sale
  • Vaniglia
Mi raccomando di tostare le nocciole. Se non si fa, il sapore non sarà quello di cui si diceva sopra, ma resterà piuttosto vago. Lo so perché una volta la pigrizia ci mise lo zampino, e poi non vi dico la delusione, soprattutto essendo la seconda volta che preparavo questi dolcetti e già mi rallegravo all'idea di ritrovarli.
Le nocciole tostate vanno poi macinate finissime con un cucchiaio di farina, per evitare il formarsi dell'olio. 
Sbattere uova e zucchero con la vaniglia e il sale. Unire il burro fuso e poi la miscela di farina, lievito e cacao (setacciati) e le nocciole. 
Riscaldare la padella per æbleskiver e spennellare gli incavi di burro fuso. Non serve che sia molto, ma bisogna impedire che i primi dolcetti si attacchino. Testare la temperatura con una piccola porzione di impasto: deve gonfiarsi piano piano (se è troppo bassa non si cuociono, se troppo alta si bruciano, in ogni caso meglio errare per difetto). Riempire ogni cavità con un paio di cucchiaini di impasto e attendere che si stacchi dalla base senza disintegrarsi. Qui ci vuole un minimo di occhio e uno stecchino di legno, di quelli lunghi che si usano per gli spiedini. Quando sarà possibile farlo, per l'appunto, senza distruggere i dolcetti, girarli delicatamente per cuocere la metà inferiore. Anche in questo caso, attendere che si possano staccare e poi deporli su una griglia a raffreddarsi. 
Cercate di non esagerare con la seconda fase della cottura, altrimenti... altrimenti non succede niente, saranno buonissimi lo stesso ma senza la sorpresa centrale.
Spolverare di zucchero a velo prima di servire. Questi pasticcini si conservano al riparo dall'aria per tre giorni, se non seguite il cattivo esempio di chi vi scrive e del relativo coniuge che se li fa fuori in una serata.


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